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Nato in Grecia da genitori italiani, cosmopolita e poliglotta, amante di musica e di letteratura, è un’artista dall’educazione molto articolata e dalla ragguardevole curiosità intellettuale. Dopo aver studiato pittura al Politecnico di Atene e poi all’Accademia di Belle Arti di Monaco, rientra in Italia (1910) per stabilirsi prima a Milano e poi a Firenze. A Parigi espone per la prima volta al “Salon d’Automne” nel 1912. Immediatamente il poeta Apollinaire e Picasso vedono in lui l’inventore di una nuova pittura: la Metafisica. Nel 1915 torna in Italia per prender parte alla I Guerra Mondiale. All’ospedale militare di Ferrara (1917), l’incontro con Carlo Carrà pone le basi per la nascita del movimento italiano della “Metafisica” cui prenderanno parte anche Savinio, De Pisis e Morandi. Per “Metafisica” de Chirico intende l’espressione di ciò che va al di là dell’apparenza fisica, ovvero l’essenza interiore della realtà che travalica l’aspetto sensibile. De Chirico ottiene un effetto di straniamento prendendo un oggetto e trasferendolo dal contesto in cui siamo abituati a vederlo ad un altro contesto: questa situazione imprevista e insensata produce in chi guarda un senso di inquietudine e di sottile angoscia. Nel 1919 alla Galleria Bragaglia si ha la sua prima personale romana. Nel 1924 è nuovamente a Parigi, dove nel 1925 espone alla Galleria Rosemberg. Partecipa alle mostre di “Novecento” in Italia ed all’estero. Nel 1933 dipinge il murale dedicato alla cultura italiana per la Triennale di Milano. Alla Biennale di Venezia del 1948 de Chirico contesta la scelta delle sue opere, dichiarandone falsa una. Nel 1950, in polemica con la rassegna veneziana, organizza un’“Anti-biennale” insieme ad alcuni pittori realisti. La sua opera ottiene pieno riconoscimento in Italia con la mostra che si tiene a Palazzo Reale di Milano nel 1970 e che presenta l’intera produzione dell’artista. Nel 1974 viene nominato accademico di Francia e nel 1976 gli viene conferita la Croce di Grande Ufficiale della Repubblica Federale Tedesca. Di notevole valore è anche l’attività di de Chirico come scrittore: il suo “Hebdomeros” è, infatti, un autentico capolavoro di letteratura surrealista. |